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Natale di Gesù 2011

Omelia nella notte

don Renzo Marnati

 

E' possibile ancora oggi vivere veramente il Natale di Gesù?

Chi oggi veramente può dire di vivere veramente il Natale di Gesù?


Non siamo troppo immersi in una quotidianità problematica che ci distoglie dalla verità?

non ci lasciamo troppo facilmente distrarre da mille sirene, o da mille problemi concreti e che ci tolgono il respiro?

La domanda non è nuova, se l'era già posta un giovane di Assisi, tanti anni fa!

E la seconda era: come aiutare altri a vivere con verità questo momento?

perché Francesco non aveva intenzione di giudicare nessuno (quelli che non capiscono, che non vogliono... quelli che non lo vivranno) la sua preoccupazione era:

ma io come posso aiutare gli altri a...

E la risposta SEMPRE Francesco la cerca nel Vangelo, convinto che, se un grande numero di persone potesse vedere con gli occhi meglio quello che dice il Vangelo, questo sarebbe stato il primo passo per viverlo meglio

e così per meglio mostrarlo agli occhi del cuore i disagi subiti e tutto il resto ricostruisce la scena, non un teatrino artificiale, non un gesto di folklore, non uno spettacolino per bambini, ma una profonda esperienza spirituale! Un po' come quella, mi auguro, che abbiamo fatto noi questa sera

Oggi ancora quanto bisogno di vedere, di non chiudere gli occhi, della mente e del cuore

Francesco ci suggerisce qualche dinamica!

La prima è la dimensione comunitaria, di popolo questo vedere è qualcosa che riguarda tutti, nessuno escluso grandi e piccoli. Sembra di sentire la prima lettura: "Casa di Giacobbe, venite, / camminiamo nella luce del Signore"

La seconda è l'umiltà! (Quante volte ricorre questa parola nel testo di Francesco) ricorreva questa parola anche nella novena che abbiamo fatto in questi giorni con i bambini e non ci è voluto poco per spiegare cosa fosse... è una parola dimenticata, ma soprattutto è una virtù dimenticata! Oggi tutto è mettere in mostra, sopraffazione, vivere sopra le possibilità, non si può non avere ... e stiamo contagiando anche i piccoli. L'umiltà nasce dal Vangelo, dal prendere sul serio il Vangelo!

La terza dinamica: Betlemme è qui! Non serve andare chissà dove a fare cose strane, Betlemme può essere qui ! gli occhi nuovi ci fanno vedere Gesù in ogni fratello, questo è Betlemme! Il presepe vivente siamo noi, la nostra comunità, tutte le nostre famiglie, il nostro Consiglio pastorale nuovo, il nostro nuovo Vescovo Angelo che, essendo stato per tanto tempo professore, non perde occasione per spiegare, motivare la nostra fede, oggi! Qui siamo chiamati a rendere ragione della nostra fede, perché questo ci interessa prima ancora che dello spread!

Perché i giovani ci guardano prima ancora che interpellarci e valutano da ogni nostro gesto e parola se siamo veri e autentici, se abbiamo un messaggio nuovo da portare o ripetiamo solo vecchie litanie! Solo un esempio: prendiamo in prestito una frase dal MESSAGGIO del Papa per la 45a Giornata Mondiale della Pace EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE.

Vi invito a guardare il 2012 con questo atteggiamento fiducioso. È vero che nell'anno che termina è cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l'economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche. Sembra quasi che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno. In questa oscurità il cuore dell'uomo non cessa tuttavia di attendere l'aurora di cui parla il Salmista. Tale attesa è particolarmente viva e visibile nei giovani, ed è per questo che il mio pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che possono e debbono offrire alla società. Vorrei dunque presentare il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace in una prospettiva educativa: «Educare i giovani alla giustizia e alla pace », nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo.

Per essere concreti vorrei aggiungere una cosa che a qualcuno potrebbe sembrare esagerata o fuori luogo. Si tratta di uno strumento che abbiamo ancora tra le mani ma che, penso abbia bisogno di nuova forza! Si chiama Oratorio! O ci crediamo ancora e allora bisognerà trovare nuove vie, nuovi modi oppure lo lasciamo andare e, forse domani saremo qui a rimpiangerlo! Ma anche qui c'è bisogno di tutti di una forte dinamica comunitaria, l'Oratorio non è affare di qualcuno, deve essere interesse di tutti! Non so se questa sia la sede più giusta ma adesso che il discorso è iniziato vale la pena di andare in fondo: e mia impressione che l'Oratorio sia poco vissuto, sia ancora troppo chiuso... quante cose si potrebbero fare, sperimentare insieme, osare e, attenzione non sto dicendo tutti devono venire in Oratorio poi ci chiudiamo dentro e stiamo bene tra di noi, l'Oratorio è fatto per insegnare a vivere le virtù fuori, è fatto per mandare poi fuori, è fatto per inviare poi ciascuno nel mondo con un cuore e degli occhi e delle orecchie nuove

Sapremo noi farci carico di questa sfida?

Da qui parte tutto:

2012 anno delle famiglie,

il bisogno di pace, di dialogo in casa, tra noi, tra le nazioni, nel mondo,

paesi ricchi e paesi poveri...

oggi come oggi i confini si modificano in fretta, rapidissima fretta

dove trovare la forza di reagire, la forza di sperare?

torniamo ancora in questi giorni all'umiltà del presepe, al nostro Betlemme!


Veniva nel mondo la luce vera,

quella che illumina ogni uomo.

Era nel mondo

e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;

eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi,

e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto

ha dato potere di diventare figli di Dio

E il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi

e noi abbiamo contemplato la sua gloria

 

Buon Natale


 

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